Casa Sollievo, scontro su stipendi e arretrati: sindacati pronti ai decreti ingiuntivi

La vertenza sul futuro contrattuale dei dipendenti di Casa Sollievo della Sofferenza entra in una nuova fase e approda nelle aule giudiziarie. Le cinque sigle sindacali che rappresentano i lavoratori hanno infatti notificato i decreti ingiuntivi alla Fondazione per ottenere il recupero delle somme che, secondo i rappresentanti dei dipendenti, sarebbero dovute tra arretrati e adeguamenti contrattuali non ancora riconosciuti.
La decisione arriva dopo settimane di confronto senza risultati concreti. I sindacati parlano apertamente di “pazienza terminata” e spiegano di aver scelto la strada legale dopo quello che definiscono un lungo silenzio da parte della direzione generale.
La protesta dei sindacatiSecondo quanto riferito dalle organizzazioni sindacali, l’incontro del 5 maggio con il cardinale Pietro Parolin avrebbe segnato una svolta nella vertenza. I rappresentanti dei lavoratori sostengono infatti di aver ricevuto “impegni formali sul riconoscimento degli arretrati maturati e sull’applicazione del contratto della sanità pubblica”.
Da qui la scelta di notificare formalmente i decreti ingiuntivi tramite Pec e ufficiale giudiziario. Per i sindacati si tratterebbe di “un’azione necessaria per tutelare i diritti economici dei lavoratori”.
“Non faremo passi indietro finché ogni dipendente non avrà ricevuto quanto gli spetta”, ribadiscono le sigle, confermando anche il mantenimento dello stato di agitazione.
La replica della direzioneAlla notizia dell’avvio delle azioni giudiziarie ha replicato il direttore generale della Fondazione, Gino Gumirato, che ha espresso preoccupazione per l’evoluzione dello scontro.
“Ci difenderemo per quei diritti che i sindacati ritengono di avere”, afferma Gumirato, sottolineando come la Fondazione intenda tutelare le proprie ragioni nelle sedi opportune.
Il direttore generale respinge inoltre le accuse rivolte contro Regione Puglia e contro le stesse sigle sindacali: “Non siamo preoccupati, siamo delusi. Delusi da una Regione che non ha rispettato i patti e da un sindacato che anch’esso non ha rispettato i patti”.
Gumirato ribadisce anche l’impegno della struttura nei confronti del personale: “Gli stipendi dei dipendenti restano assolutamente adeguati rispetto a un mercato sanitario sempre più complesso, sia nel pubblico che nel privato”.
Una vertenza ancora apertaSecondo la direzione, la Fondazione continuerà a investire su lavoratori, pazienti e territorio. Ma la vicenda resta particolarmente delicata.
Da una parte i lavoratori chiedono il riconoscimento di quanto ritengono dovuto, dall’altra la Fondazione difende la sostenibilità del proprio modello gestionale.
Sullo sfondo resta il tavolo annunciato tra Santa Sede, Fondazione e Regione, chiamato a cercare una soluzione definitiva a una crisi che coinvolge uno degli ospedali simbolo della sanità italiana.
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