Assemblea Ferretti, Komarek attacca Weichai e chiede il rinvio. Piero Ferrari si dimette: “Non voglio associare il mio nome a questa azienda”

14 mag 2026

Il miliardario della Repubblica Ceca Karel Komarek, azionista di Ferretti col 23% e candidato presidente
Forlì, 14 maggio 2026 – L’assemblea che decide il futuro di Ferretti, leader mondiale della nautica, è iniziata alle ore 10 in modalità online. In apertura, i rappresentanti dello sfidante Karel Komarek hanno richiamato il testo inviato alla Presidente del Consiglio Giorgia Meloni (in cui si chiede al Governo di valutare il Golden Power per impedire il controllo cinese), sollevando il caso di “conflitto di interesse” della “maggioranza dei membri del cda di Ferretti, che ricoprono ruoli manageriali nel gruppo Weichai” affinché assumano le decisioni “nell’interesse di Ferretti e non del socio da cui sono dipendenti”. E hanno lanciato due richieste: la prima è “inibire il diritto di voto della partecipazione di Ferretti International Holding in Ferretti”. Oppure “rinviare l’assemblea per dare tempo agli accertamenti delle autorità competenti”.
Tra le due liste è ormai guerra apertaInsomma, tra le due liste è ormai guerra aperta. Il caso è stato sollevato alla vigilia: alcune società cinesi (tra queste Bank of China, azionista con l’1,9%) o vicine a Weichai hanno acquistato quote che peserebbero nell’assemblea ma non solo. Secondo il magnate ceco Komarek, configurebbero un “controllo di fatto” di origine straniera, tale da far scattare il Golden Power, visto che il Governo ha riconosciuto Ferretti come “azienda strategica” in virtù della sua produzione di motovedette per carabinieri e marina militare.
Le dimissioni di Piero FerrariIn questo contesto si inseriscono anche le dimissioni di Piero Ferrari dal consiglio d’amministrazione e dalla carica di vicepresidente. Un atto che da una parte è formale (è ricandidato al cda con Komarek, se vincesse Weichai uscirebbe comunque), dall’altro sostanziale per le motivazioni addotte: “Non voglio associare il mio nome e l’eredità che esso rappresenta a questa azienda”, è il suo duro attacco. Il figlio di Enzo, fondatore della scuderia di Formula Uno, parla di “una strategia volta a ostacolare la discussione e la votazione”. Si riferisce alle acquisizioni di quote da parte dei cinesi: lo definisce “frustrante” perché “sotto le soglie normative esistenti”. E denuncia anche “una certa arroganza durante l’intero processo di Opa” da parte di Komarek.
İl Resto Del Carlino



