Dèi dell’Olimpo di foglie e sassi. Trionfa Circe

14 mag 2026

Il mondo magico e arcano degli dèi dell’Olimpo viene evocato grazie a una mostra particolare: oggi 14 alle 17,...
Il mondo magico e arcano degli dèi dell’Olimpo viene evocato grazie a una mostra particolare: oggi 14 alle 17, presso il Churchill (via Panfilo Castaldi, 8, Milano), viene inaugurata “Relitti. Ciò che resta degli dèi” (la mostra dura fino al 21 maggio, ingresso gratuito): sono esposte venti opere di Simone Di Matteo, scrittore e artista della corrente imagista, alla sua prima personale. Tramite l’utilizzo di materiali grezzi, di riciclo e poveri (come piccole pietre e gemme di scarso valore, rametti in legno, conchiglie, carta macerata, sassolini), sono state create le raffigurazioni di divinità classiche, ricordandone nell’espressione del volto il significato potente rivestito nel mito. Emblema dell’esposizione è Circe, maga ammaliatrice (“Circe dai riccioli belli, dea tremenda con voce umana”, Odissea, X, 136), capace di trattenere con sé Odisseo per un anno, facendogli dimenticare la sposa Penelope. Dallo sguardo quasi vitreo di Circe, si passa a Prometeo, punito per aver donato il fuoco agli umani (come ricorda Eschilo nel “Prometeo incatenato”, tragedia del 460 a. C.), per arrivare a Zeus, re degli dèi, e a Venere, definita dall’autore come "colei che nasce dalla ferita, non dal desiderio", staccandosi in questo dal Simposio di Platone e abbracciando le più famose odi di Saffo.
Aristide Malnati
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