Benessere e riscatto dietro le sbarre: nel carcere di Foggia il confronto con Fabrizio Cerusico

Un libro trasformato in occasione di dialogo, riflessione e crescita personale all’interno della Casa circondariale di Foggia. È il significato dell’incontro che si è svolto nei giorni scorsi nel teatro del carcere per la presentazione di “Fammi stare bene. Il benessere in tre atti”, volume scritto da Fabrizio Cerusico, medico chirurgo specializzato in ginecologia e ostetricia.
L’iniziativa è stata promossa dal CPIA 1 Foggia “David Sassoli” nell’ambito del progetto “La Primavera dei Libri” e ha coinvolto le persone detenute della sezione scolastica in un percorso di approfondimento sui temi del benessere psicofisico, della salute e della consapevolezza personale.
La scuola in carcere come spazio di crescitaAlla base del progetto, la visione educativa della dirigente scolastica Antonia Cavallone, impegnata da anni nel rafforzare il ruolo della scuola all’interno del carcere come luogo di inclusione, formazione e opportunità di riscatto personale.
Il percorso è stato coordinato dalla docente del CPIA 1 Laura Lo Muzio, con il contributo delle insegnanti Addolorata Racano e Lucia D’Amore. Attraverso il lavoro svolto in aula, il libro è diventato strumento di confronto diretto sui temi degli stili di vita, della salute e della cura di sé.
Il dialogo con i detenutiNel corso dell’iniziativa sono intervenuti il direttore della Casa circondariale Michele De Nichilo, il comandante Claudio Ronci, la responsabile dell’area educativa Paola Errico, la dirigente scolastica Antonia Cavallone e l’europarlamentare Mario Furore.
Dopo l’introduzione delle docenti, Silvia Valletta, embriologa e biologa collaboratrice di Cerusico, ha approfondito gli aspetti scientifici e umani affrontati nel libro. Successivamente l’autore ha dialogato direttamente con gli studenti detenuti, rispondendo alle domande e confrontandosi con loro sui temi affrontati nel volume.
Benessere, salute e possibilità di cambiamentoIl libro propone una riflessione sul benessere come equilibrio tra mente e corpo attraverso la metafora del teatro: la vita raccontata come una rappresentazione in tre atti nella quale ogni persona è chiamata a diventare protagonista della propria storia. Un messaggio che, all’interno del contesto penitenziario, ha assunto un significato ancora più profondo, legato alla possibilità di cambiamento e riscatto personale.
Particolarmente partecipato il confronto finale con i corsisti detenuti, che hanno affrontato temi legati all’alimentazione, al benessere psicofisico, al fumo e alle difficoltà nel mantenere corrette abitudini di vita in carcere. Diversi interventi hanno riguardato anche i benefici della cessazione del tabagismo e la necessità di sviluppare una maggiore consapevolezza della propria salute.
All’iniziativa ha preso parte anche il CSV Foggia.
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