Cosa farà Meloni nell’ultimo anno di governo: Zes, Piano Casa, nucleare e taglio delle tasse

Il premier time al Senato del 13 maggio è stato l’occasione per la premier Giorgia Meloni di esplicitare il suo manifesto politico per l’ultimo anno della XIX legislatura.
Tutto può essere riassunto in una sola parola: continuità. Il Governo, in sintesi, proseguirà a battere la strada già intrapresa.
Il piano del Governo per l’ultimo anno di legislaturaMeloni ha parlato di salari, taglio delle tasse, sostegno alle imprese, politiche per la natalità, Piano Casa, Mezzogiorno e nucleare. Quello che secondo le opposizioni è l’anno del logoramento, per la premier è invece l’accelerazione decisiva.
Meloni punta a seguire la strada già battuta nei primi tre anni e mezzo:
Rafforzare i salari e il potere d’acquisto, […] incentivare le aziende che assumevano e che investivano e, in più, la scelta, che è anche economica, di sostenere le famiglie e la natalità, per ragioni che ci siamo detti in molte occasioni.
Le misure, già messe in atto e rivendicate o in fase di aggiustamento: riforma fiscale, riduzione delle aliquote Irpef, taglio del cuneo, estensione del regime forfettario per gli autonomi, detassazione degli aumenti retributivi legati ai rinnovi contrattuali. Tutto con l’obiettivo di “rafforzare i salari e il potere d’acquisto”.
E ancora: nell’ottica del “più assumi meno paghi”, Meloni ha citato l’iperammortamento, gli investimenti nel sostegno alla Zes Unica del Mezzogiorno.
E poi la rivendicazione di tutti i provvedimenti in tema di natalità e famiglia, dalla decontribuzione al bonus per le mamme lavoratrici, tre mesi di congedo parentale pagati all’80%, l’Assegno unico, il bonus nido, fino all’ultimo sgravio contributivo per le aziende family friendly.
Nucleare in ItaliaÈ arrivato l’annuncio, inoltre, che entro l’estate sarà approvata la legge delega sul nucleare e che saranno adottati i decreti attuativi per il quadro giuridico necessario alla ripresa della produzione nucleare in Italia.
Piano Casa e PnrrE poi il Piano Casa, misura che Meloni considera anche economica, destinata ai cittadini che hanno bisogno di una casa popolare ed anche a rimettere in circolo case popolari che non sono accessibili. C’è poi attenzione a chi non ha diritto a una casa popolare ma non riesce ad affrontare i prezzi di mercato.
Si punta poi ad accrescere gli investimenti dei fondi pensione nell’economia reale italiana.
Meloni rivendica poi il lavoro fatto col Pnrr:
Rinnovo dei contrattiAd oggi l’Italia ha incassato 153 miliardi e sarà liquidata la nona rata nelle prossime settimane. Al 31 Marzo 2026 la spesa certificata ammonta a 117 miliardi, pari al 76% del totale, a cui si aggiungono 24 miliardi di strumenti finanziari. Direi che abbiamo fatto un buon lavoro.
C’è poi la questione lavoro, con il rinnovo dei contratti:
Nel pubblico impiego noi abbiamo stanziato oltre 20 miliardi di euro fino al 2027 per rinnovare i contratti, dopo anni di stipendi e di contratti che erano fermi. In alcuni comparti si è arrivati persino a tre rinnovi, come è accaduto per esempio nel comparto nella scuola, dove un docente ha potuto ricevere in busta paga mediamente 412 euro al mese in più, insieme agli arretrati.
E per quanto riguarda il privato, il Governo ha puntato sulla
detassazione degli aumenti contrattuali che veniva richiesta da tempo dalle parti sociali. Perché? Perché noi crediamo che i salari vadano aumentati rafforzando la contrattazione, perché è lì che si difendono i diritti dei lavoratori e che lo si riesce a fare settore per settore.
A questa ratio è stato improntato l’ultimo Decreto Lavoro, con gli incentivi pubblici per le assunzioni solamente di quelle imprese che applicano un “salario giusto“: il trattamento economico complessivo sancito dai contratti collettivi nazionali che vengono stipulati dalle organizzazioni sindacali e datoriali più rappresentative.
Meloni punta inoltre a imprimere un’accelerazione ai salari, che ammette siano ancora troppo bassi rispetto al costo reale della vita.
Crescita economicaMeloni rivendica il lavoro svolto dal Governo sul piano economico e istituzionale, citando tra le riforme approvate il codice degli appalti, la riforma fiscale e le norme su enti del Terzo settore, della Corte dei conti e dei Fondi di coesione.
Giovani e rientro dei cervelliGiorgia Meloni sostiene poi che il Governo abbia avviato la giusta strategia per contrastare la fuga dei giovani, puntando soprattutto su ricerca, occupazione stabile e crescita economica. Tra le misure rivendicate c’è il piano triennale della ricerca 2026-2028 da 1,2 miliardi di euro, il sostegno al rientro di ricercatori italiani dall’estero e gli strumenti per stabilizzare chi ha lavorato nei progetti Pnrr.
FiscoLa premier ha infine rivendicato il recupero di circa 100 miliardi dall’evasione fiscale in tre anni e ha confermato la volontà di proseguire su questo fronte anche nell’ultimo anno di legislatura. A questo proposito, è notizia recente l’approvazione dell’emendamento che allarga anche ai Comuni la possibilità di aderire alla rottamazione quinquies.
QuiFinanza



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