La cometa interstellare 3I/Atlas sta gradualmente rivelando i suoi segreti

Il 1° luglio, il telescopio Atlas W68, situato nel deserto cileno, ha rilevato un oggetto raro, per il quale non era stato specificamente progettato. In quattro immagini scattate con un'esposizione di 30 secondi, un piccolo gruppo di pixel sembrava muoversi a una velocità sorprendente. Utilizzando altri due telescopi della stessa rete, finanziata dalla NASA per monitorare gli asteroidi che attraversano l'orbita terrestre, gli astronomi di turno quella sera hanno calcolato l'orbita dell'oggetto e hanno fatto una scoperta sorprendente: la sua traiettoria è iperbolica, tracciando una curva che attraversa il Sistema Solare da una parte all'altra, intersecando l'orbita di Marte. Si tratta di un oggetto interstellare, proveniente dall'esterno del Sistema Solare. Il terzo mai scoperto, dopo 1I/Oumuamua nel 2017 e 2I/Borissov nel 2019. Un evento raro che la comunità scientifica ha osservato utilizzando i migliori telescopi, sia terrestri che spaziali.
Come nel caso di 2I/Borissov, gli astronomi hanno rapidamente identificato l'oggetto come una cometa, grazie al degassamento attorno al suo nucleo e alla chioma caratteristica di questi corpi, che i telescopi sono stati in grado di rilevare in direzione opposta al Sole. Una cometa interstellare, o "esocometa", si muove a una velocità significativamente superiore a quelle solitamente misurate. All'inizio di luglio, quando 3I/Atlas si trovava ancora a una distanza dalla nostra stella pari a 4,5 volte la distanza Terra-Sole, la cometa viaggiava a 61 chilometri al secondo, da tre a cinque volte la velocità delle comete nella nube di Oort e nella fascia di Kuiper, i due serbatoi di comete del nostro Sistema Solare. Questa caratteristica non ha particolarmente sorpreso gli astronomi, poiché i due precedenti oggetti interstellari, Oumuamua e Borissov, si muovevano già a velocità elevate, seppur inferiori.
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Le Monde



