Peschici senza medici di famiglia, il sindaco lancia l’allarme: “In estate arriviamo a 30mila persone, ma i servizi non bastano”

L‘estate porta migliaia di turisti sul Gargano, ma a Peschici cresce anche l’emergenza sanitaria. A lanciare l’allarme è il sindaco Luigi D’Arenzo, che in un’intervista rilasciata a Repubblica Bari descrive una situazione sempre più difficile, aggravata dalla carenza di medici di famiglia e dalla difficoltà nel garantire i servizi di continuità assistenziale.
Il piccolo centro garganico passa infatti dai circa 4mila residenti ai 30mila presenti durante la stagione estiva, con un aumento della domanda sanitaria che rischia di mettere in crisi un sistema già in sofferenza.
“Quest’anno due medici, ma non bastano”Rispetto allo scorso anno qualcosa è cambiato, ma il problema resta.
“Quest’anno rispetto allo scorso siamo riusciti a contrattualizzare due medici per la guardia medica turistica. Nel 2025 non si presentò nessuno”, spiega D’Arenzo.
Il sindaco sottolinea come il nodo principale sia la carenza di professionisti disponibili.
“La questione è che non ci sono medici e che sono equiparati a liberi professionisti: decidono loro dove andare. La nostra viabilità non è delle migliori ed abbiamo problemi di collegamenti”.
Gli incentivi del ComunePer cercare di attirare personale sanitario, il Comune ha deciso di mettere in campo incentivi economici.
Dal 2023, spiega il primo cittadino, l’amministrazione offre vitto, alloggio e rimborso del carburante ai medici che accettano di lavorare a Peschici.
Per i professionisti residenti in paese è previsto anche il rimborso dell’affitto dell’abitazione.
“Si tratta di circa 10mila euro”, precisa D’Arenzo, spiegando che analoghi incentivi vengono riconosciuti anche ai medici di famiglia.
“Sono andati tutti in pensione”La situazione più critica riguarda proprio la medicina di base.
“Negli ultimi quattro anni sono andati tutti in pensione. Ne è rimasto soltanto uno, mentre altri due operano a Rodi Garganico”, racconta il sindaco.
Con la fine della stagione estiva, inoltre, termina anche il servizio della guardia medica turistica, lasciando come unico riferimento i punti di primo intervento.
Il più vicino si trova a Vico del Gargano, dove, osserva D’Arenzo, non sempre è presente un medico.
Ospedali lontani e 118 in difficoltàAlle difficoltà della medicina territoriale si aggiungono quelle dell’emergenza-urgenza.
Gli ospedali di riferimento sono il Casa Sollievo della Sofferenza di San Giovanni Rotondo e quello di San Severo.
Per raggiungerli in ambulanza possono essere necessari fino a due ore nel primo caso e circa un’ora e mezza nel secondo.
“Le ambulanze restano fuori tante ore e non abbiamo copertura”, denuncia il sindaco.
Secondo D’Arenzo, in provincia di Foggia i medici dell’emergenza-urgenza del 118 sarebbero appena 43, a fronte di un fabbisogno stimato in circa 130 professionisti.
“Servono riforme strutturali”Per il primo cittadino non bastano gli interventi tampone.
“Servono strutture sul territorio per gestire almeno gli interventi minimi e di routine”, afferma.
Attualmente Peschici dispone di un’ambulanza con medico e infermiere e di un ambulatorio con tre infermieri, ma spesso il mezzo di soccorso è impegnato in altri interventi.
Tra le ipotesi allo studio ci sarebbe anche quella di utilizzare i medici dell’automedica per coprire contemporaneamente più comuni del territorio.
Le proposteD’Arenzo indica anche alcune possibili soluzioni.
Tra queste il recupero dei medici già andati in pensione, la validità annuale delle ricette per i pazienti affetti da patologie croniche, così da alleggerire il carico dei medici di famiglia, e una diversa distribuzione del personale sanitario.
“Nelle aree come le nostre devono imporre la copertura dei territori. Qui si parla di Case di comunità, ma come le riempiamo se non ci sono medici?”, conclude il sindaco.
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