Stefano Beltrame ambasciatore a Mosca, è l’ex consigliere diplomatico di Salvini che organizzò il suo viaggio in Russia del 2018

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Stefano Beltrame ambasciatore a Mosca, è l’ex consigliere diplomatico di Salvini che organizzò il suo viaggio in Russia del 2018

Stefano Beltrame ambasciatore a Mosca, è l’ex consigliere diplomatico di Salvini che organizzò il suo viaggio in Russia del 2018

Nell'orbita della Lega

Stefano Beltrame ambasciatore a Mosca, è l’ex consigliere diplomatico di Salvini che organizzò il suo viaggio in Russia del 2018

È Stefano Beltrame il nuovo ambasciatore italiano a Mosca. Il suo prossimo arrivo in Russia è stato deciso dal capo della Farnesina Antonio Tajani in Consiglio dei Ministri, una scelta che ha generato polemiche immediate.

Lunghissima carriera diplomatica, esperto di economia, tanto da ricoprire dal 2023 l’incarico di consigliere diplomatico del ministro dell’Economia, il leghista Giancarlo Giorgetti, Beltrame è infatti entrato da anni proprio nell’orbita del Carroccio.

Veneto di Verona, classe 1960, ha avuto incarichi diplomatici tra Bonn, Washington, il Kuwait e Teheran. L’avvicinamento alla Lega risale già al 2010, quando per tre anni è consigliere diplomatico del governatore veneto Luca Zaia. Diventa quindi console generale a Shanghai, per decisione dell’allora ministro degli Esteri Emma Bonino (governo Letta, ndr)

È qui che arriva la svolta vera, quando nel biennio 2018-19, siamo al governo Conte I formato da Movimento 5 Stelle e Lega, l’allora vicepremier e ministro degli Interni Matteo Salvini sceglie Beltrame come consigliere diplomatico. Sarà lui ad accompagnare il leader del Carroccio nella sua missione negli Stati Uniti del 2019, durante la prima presidenza di Donald Trump, ma soprattutto ad organizzare la trasferta russa a Mosca di Salvini nell’ottobre del 2018, nell’ambito del chiacchierato rapporto tra Lega e il Cremlino ed in particolare Russia Unita, il partito di Vladimir Putin.

Tra il 2022 e il 2023 Beltrame è promosso ad ambasciatore in Austria, quindi come detto il ritorno a Roma come consigliere di un nuovo esponente di peso della Lega, accanto al ministro dell’Economia Giorgetti, ed infine nel 2024 la nomina ad ambasciatore di grado.

Nella partita del “ricambio” di ambasciatori di quest’anno, Beltrame fa il grande salto di qualità: vola a Mosca su decisione di Tajani, che richiama a Roma la diplomatica Cecilia Piccioni, ambasciatrice d’Italia in Russia solamente dal luglio del 2024. Piccioni viene promossa alla guida della Direzione generale per gli affari politici (Dgap), un incarico di prestigio nei limiti della gestione molto “muscolare” della Farnesina di Tajani, che non è solito concedere spazio ai “tecnici”.

Ma la nomina a Mosca di Beltrame sembra, politicamente parlando, l’ennesimo manifesto di una volontà da parte di Palazzo Chigi di seguire la linea della Casa Bianca di Donald Trump, di un sostanziale avvicinamento o comunque di un atteggiamento più “morbido” nei confronti della Russia, e di concedere all’alleato leghista Salvini un nome a lui vicino per la delicata ambasciata moscovita.

l'Unità

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