Gli imprenditori insorgono: il dopo Zaia non può dipendere dal voto nelle Marche


Foto ANSA
Verso le regionali
L'assenza di un leader in attesa della riconferma di Francesco Acquaroli e l'irritazione del tessuto imprenditoriale del territorio, insieme alle associazioni di categoria: “Per noi veneti è una situazione incresciosa. Al di là di ogni logica politica”
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Il Veneto viene dopo le Marche. “Assurdo, ma dai”. Sul serio. Pare che il centrodestra, a Roma, stia valutando l’ipotesi di scegliere il candidato per il dopo-Zaia solo dopo aver blindato la riconferma di Francesco Acquaroli. In pratica il ragionamento dalle parti meloniane è: aspettiamo di vedere come vanno le Marche e poi decidiamo se dare il Veneto alla Lega o tenerlo noi di Fdi. “Se è una barzelletta non fa ridere. E ci auguriamo che non sia vera”. E' la preoccupazione di Fratelli d’Italia, invece, che in vista delle regionali non vuole rischiare di ritrovarsi senza alcun governatore in carica. “Allora ribadiamo che per noi veneti è una situazione incresciosa. Al di là di ogni logica politica”. Il monito arriva forte e chiaro dal tessuto imprenditoriale del territorio insieme alle associazioni di categoria. Cioè il cuore pulsante della locomotiva d’Italia. “Una volta si diceva che fossimo il gigante economico e il nano politico di questo paese. Beh: non so se siamo ancora giganti, ma di sicuro siamo sempre più nani”.
Il primo j’accuse arriva da Enrico Carraro. “Siamo all’irrilevanza più totale: quasi quasi avevamo più peso durante la Prima Repubblica”, dice al Foglio l’ex numero uno di Confindustria Veneto e presidente dell’omonima azienda di metalmeccanica. “Continuiamo ad aspettare un candidato quando ormai siamo sul gong. E' umiliante dover dipendere dalle Marche: qui non c’è nessun leader naturale e si sente”. Il vuoto che lascerà Zaia rischia di restare tale. “Con il governatore ci siamo sempre trovati benissimo. Presto finirà un’epoca, ma lui non ha costruito la sua successione: e questo, per chi amministra, è una mancanza grave”. E si ripercuoterà anche sulle imprese. “Sono dinamiche che si misurano nel lungo periodo. Siccome però dalla politica regionale dipendono investimenti, supporto aziendale e burocratico, è fondamentale che si arrivi a insediare una squadra che conosca bene questa terra. E nessun presidente da fuori”. Vietati in ogni caso i deus ex machina – anche perché non se ne intravedono.
Da Confartigianato Imprese Veneto arriva la stessa musica. “Sappiamo che i tempi della politica sono lunghi, e lo accettiamo”, premette il presidente Roberto Boschetto. “Ma non devono diventare lunghissimi: il nome del candidato di centrodestra dovrebbe arrivare entro la fine della prossima settimana”. Le Marche però vanno al voto il 28 e 29 settembre. “Dispiace sentire che qualcuno voglia aspettare l’esito elettorale di un’altra regione. A noi però non importa niente: il Veneto deve decidere per sé, bene e quanto prima. Ci vuole un governatore che sappia interpretare le esigenze delle Pmi per affrontare un futuro intriso di mille difficoltà – dalla geopolitica ai dazi. E' sempre più difficile fare impresa, ne nascono sempre di meno e tra i giovani percepiamo pessimismo diffuso dovuto a costi di gestione sempre più pesanti da sostenere. Dunque aspettiamo una nuova classe dirigente capace di lavorare bene con le categorie economiche”. Ribadito il giudizio su Zaia. “Ineccepibile. Ma abbiamo bisogno di un successore altrettanto capace e che rappresenti il popolo veneto, con tutti i suoi pregi e difetti. Il futuro va affrontato insieme, qui. Certo non a Roma o da Roma”.
Nel capoluogo lagunare, inoltre, si profila un’ulteriore complicazione. “Questo per noi è un problema doppio”, avverte Daniele Minotto, direttore dell’Associazione Veneziana Albergatori. “Lo stallo della regione ricadrà su tutto il comune, anch’esso al voto fra pochi mesi: dunque rischia di slittare tutto, con ulteriori difficoltà comportate dalla presenza contemporanea di due nuove amministrazioni”. E il candidato alla successione di Brugnaro (forse lo stesso Zaia, chissà) “si scoprirà soltanto quando verranno sciolte le riserve sul dopo-Zaia: è una questione ancora più dirimente per la vita amministrativa delle nostre aziende. Ci auguriamo che si decida al più presto, perché in base al tipo di guida che verrà assunta in queste due giunte-chiave si deciderà tanto: il turismo è legato innanzitutto alla regione”. E l’incertezza non fa mai bene agli affari. “A qualsiasi latitudine dei mercati: conoscere gli attori in gioco determina le politiche aziendali e gli investimenti. Ogni giorno cerchiamo di carpire informazioni di continuo, sul versante elezioni. Ma è tardi. E vengono puntualmente smentite”. O reindirizzate alla capitale. “Siamo in balia dei politici veneti e loro sono in balia di quelli di Roma. Non è bello per una regione come la nostra”, è il coro che si alza dal nordest. Di certo, non una sinfonia per chi governa.
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